Le aderenze cicatriziali

 Veronica Mottaran, osteopata

dolore somatico osteopata Mottaran Studio Diapason Pavia
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Curriculum v.

OSTEOPATIA TRATTAMENTO SANITARIO

L’osteopatia è una medicina manuale, un sistema di diagnosi e trattamento che pur basandosi sulle scienze fondamentali e le conoscenze mediche tradizionali (anatomia, fisiologia, biomeccanica, neurologia, ecc..) non prevede l’uso di farmaci né il ricorso alla chirurgia, ma attraverso manipolazioni e manovre specifiche si dimostra efficace per la prevenzione, valutazione ed il trattamento di disturbi che interessano l’apparato neuro-muscolo scheletrico ma non solo!Osteopatia trattamento sanitario Studio Diapason Pavia APS

A seguito di un trauma o di un intervento chirurgico, la rimarginazione dei tessuti danneggiati avviene attraverso l’apposizione di tessuto connettivo fibroso. Esso formerà delle aderenze cicatriziali; questo tipo di connettivo è anelastico, poiché ricco di fibre collagene dense. A seconda della profondità della lesione, gli strati coinvolti possono essere diversi. Le aderenze cicatriziali effettivamente rischiano di rimanere “incollati” tra di loro.
Infatti, può succedere che, durante il processo di cicatrizzazione, il connettivo fibroso si interponga tra tessuti profondi che prima erano liberi di scorrere gli uni sugli altri.

É questo in realtà il caso delle aderenze cicatriziali.
aderenze cicatriziali
Ad esempio, dopo un intervento di chirurgia addominale, i tessuti che possono essere coinvolti sono:

pelle,
fasce muscolari e muscoli,
peritoneo,
tonache viscerali,
ma anche piccoli vasi e nervi.

Allo stesso modo, dopo un intervento all’articolazione della spalla abbiamo: pelle, fasce muscolari e muscoli, tendini, legamenti, capsula articolare, osso.

Quali sono le conseguenze?

  1. Sebbene in alcuni casi le aderenze non comportino molti problemi al paziente, in altri casi apportano disturbi di diversa natura, perché:
  2. tessuti aderenti tra loro hanno restrizioni di movimento che si ripercuotono sulla funzione dell’area anatomica di cui fanno parte. Riprendendo gli esempi precedenti: un’aderenza all’interno dell’addome, che coinvolge un’ansa intestinale, potrebbe perturbare la peristalsi e il transito intestinale; un’aderenza che coinvolge capsula articolare, muscoli o tendini della spalla potrebbe limitare globalmente i movimenti dell’arto superiore;
  3. piccole fibre nervose possono rimanere intrappolate nel tessuto cicatriziale e portare a dolore cronico;
  4. fibre nervose, come recettori cutanei e propriocettori, possono restare imbrigliati nel tessuto cicatriziale, inviare informazioni alterate ai centri di controllo della postura e provocare atteggiamenti posturali errati;
  5. i vasi sanguigni possono essere occlusi dal tessuto cicatriziale e quindi limitare la vascolarizzazione delle strutture a valle, provocandone alterazioni funzionali e, in casi gravi, ischemie e infarti.

Cosa può fare l’osteopata?

Le aderenze che provocano gravi problemi vengono trattate con un intervento chirurgico (che potenzialmente potrebbe crearne altre!).

Nel caso in cui non venga indicata la chirurgia, l’osteopatia offre un valido aiuto per questi disturbi. Grazie effettivamente alle sue tecniche manuali non invasive.

  • Si effettuano delle manovre delicate di sollevamento e trazione della cicatrice sulla pelle, che è lo strato più superficiale che possiamo toccare direttamente, rispetto ai tessuti profondi.
    Inoltre, si eseguono tecniche per ripristinare il corretto movimento fasciale. Importante perché la fascia è un tessuto connettivo molto esteso, che correla strutture anche distanti tra loro.
    L’obiettivo è di raggiungere il miglior grado di movimento possibile tra le parti interessate dall’aderenza.
  • Successivamente, si tratteranno le disfunzioni che erano derivate dalle precedenti limitazioni funzionali, permettendo così al corpo di adattarsi meglio alla presenza della cicatrice.