Neuropsicomotricità dell’età evolutiva

NEUROPSICOMOTRICITA’ DELL’ETA’ EVOLUTIVA

Il Terapeuta della Neuro Psicomotricità dell’EEvolutiva
svolge interventi di
Prevenzione Abilitazione Riabilitazione
quando sono presenti
Atipie Ritardi o Disturbi dello sviluppo.D.ssa Musumeci neuropsicomotricista Studio Diapason Pavia APS

“Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono,
loro lo sanno già che esistono.
Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.”
(G. K. Chesterton)


Neuropsicomotricità dell'età evolutiva d.ssa Musumeci Studio Diapason Pavia
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neuropsicomotricita dell'eta evolutiva

L’intervento che viene progettato è specifico e personalizzato per ogni bambino. E’ basato, quindi, sulle sue  peculiari caratteristiche ed esigenze.

La terapia ha dunque lo scopo di favorire uno sviluppo adattivo e globale del bambino. Stimolo così il bambino affinchè abbia la possibilità di scoprire le proprie capacità e di farle diventare accessibili in una circostanza per lui positiva. Il bambino, infatti, rappresenta un unione inscindibile della sfera affettiva, della sfera motoria e della sfera cognitiva.

La neuropsicomotricità dell’età evolutiva mira, in verità, a sviluppare le potenzialità del bambino al massimo delle sue reali possibilità.

Favorisce uno sviluppo globale, armonico e funzionale. Considera realmente anche l’interazione tra evoluzione del disturbo e lo stadio di sviluppo.

L’intervento che attuo deve contemporaneamente poter essere trasferito nella quotidianità del bambino, con il fine ultimo di migliorare la sua qualità di vita e la sua autonomia.

Risulta, perciò, fondamentale instaurare un buon rapporto terapeutico con le persone che si occupano del piccolo paziente. Uno scambio realmente continuo e una condivisione effettiva con la famiglia aiutano il raggiungimento degli obiettivi della terapia.

neuropsicomotricita dell'eta evolutiva

A CHI E’ RIVOLTA LA NEUROPSICOMOTRICITA’ DELL’ETA’ EVOLUTIVA?

L’intervento si rivolge a soggetti in età evolutiva (dalla nascita fino ai 18 anni) e puo essere dunque di due tipi:

PREVENTIVO, che prevenga l’attuazione di percorsi atipici di sviluppo in situazioni di rischio sia biologico che sociale

RIABILITATIVO SPECIFICO, nei casi di ritardi di acquisizione, disturbi o patologie, che limitano la capacità del bambino di realizzare quanto necessario alla sua crescita.

Detto ciò, tra i diversi disturbi di pertinenza neuropsicomotoria si annoverano:

  • Ritardo Globale di Sviluppo (“ritardo psicomotorio” o alterazione nell’acquisizione delle funzioni in età 0-5 anni)
  • Coordinazione Motoria (impaccio, maldestrezza , Disprassie)
  • Disturbi specifici dell’Apprendimento
  • Sensoriali e Neuromotori
  • Deficit delle funzioni esecutive (attenzione, memoria di lavoro, pianificazione, inibizione, flessibilità cognitiva)
  • Deficit visuo-percettivi e visuo-spaziali
  • Disturbi della regolazione
  • Spettro Autistico
  • Deficit di Attenzione/ Iperattività
  • Disturbi della Relazione e della Comunicazione
  • Disabilità Intellettive

QUALI SONO GLI STRUMENTI PRINCIPALI
DEL TERAPISTA DELLA NEURO PSICOMOTRICITA’
DELL’ETA’ EVOLUTIVA (TNPEE)?

Le attività proposte in seduta terapeutica sono svolte effettivamente in chiave ludica, in un ambiente facilitante e propositivo.

Gli strumenti peculiari dell’intervento del TNPEE risiedono:

  • Nell’azione motoria e nella messa in gioco del corpo nelle sue componenti motorie, percettive ed espressive.
  • Nell’utilizzo sapiente di tutti i parametri della comunicazione non verbale (postura, mimica, tono muscolare,sguardo, distanza, gestualità).
  • Nella cura e nella stimolazione del linguaggio verbale per definire e dare risonanza alle azioni e alle emozioni.
  • Nel gioco e nell’interazione
  • Nella costruzione del setting, cioè dell’ambiente dove si svolge l’intervento, e dove vengono scelte le attività da proporre in base agli obiettivi della seduta.

IL GIOCO COME STRUMENTO TERAPEUTICO

Lo strumento privilegiato di intervento nella terapia neuropsicomotoria è il gioco.

Il GIOCO rappresenta il mezzo più semplice ed efficace per favorire lo sviluppo armonico della personalità del bambino in tutti i suoi aspetti. Stimola la formazione di nuovi apprendimenti.

Il gioco come strumento terapeutico deve essere scelto con attenzione.

Deve permettere, per ogni fascia d’età, l’equilibrio complessivo e l’integrazione di tutte le funzioni e le competenze del bambino. Per questa ragione è fondamentale porre attenzione alla globalità fisica, cognitiva, affettiva e relazionale dello sviluppo di ogni bambino.

Il GIOCO, portato avanti con finalità tecnico-riabiltiative, ha un ruolo cardine nell’intervento,  rappresenta un’attività privilegiata per il bambino, l’esperienza del vivere quotidiano.

Il gioco rappresenta il modo più semplice per apprendere e modificarsi.

Il bambino realizza nuove esperienze e sperimenta nuove emozioni. Il terapista durante la seduta assume il ruolo di mediatore nell’esperienza ambientale del bambino. Egli, interponendosi tra l’ambiente e il bambino, crea intenzionalmente le occasioni adeguate all’apprendimento. Aiuta il bambino ad interpretare e a trovare le modalità e le strategie più efficaci per organizzare ed utilizzare le informazioni provenienti dall’ambiente.