Il dolore somatico multidimensionale

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La sensazione dolorosa è un’esperienza spiacevole molto complessa, che dipende dall’intensità dello stimolo doloroso, dalla suscettibilità e dalla soglia personale del dolore. E’ da considerarsi un fenomeno individuale e  multidimensionale, sia fisico sia psicologico, perciò è condizionato anche da fattori socio-culturali e da precedenti esperienze personali con il dolore. Infatti, non esiste una singola area cerebrale deputata all’elaborazione e alla modulazione dolorifica, ma si integrano aspetti sensoriali, emotivi, cognitivi e motivazionali.

Lo studio European Working Conditions Survey (EWCS) del 2010 ha individuato l’incidenza del dolore muscolo-scheletrico in Europa, analizzando la popolazione lavoratrice dai 15 ai 65 anni. In generale, sono state individuate due zone più frequentemente dolorose: la colonna vertebrale dorsale e lombare, e un complesso superiore inteso come colonna cervicale, cingolo scapolare e arti superiori. Statisticamente è meno frequente il dolore alle anche, alle ginocchia, alle caviglie e ai piedi.

Quando si è affetti da un dolore somatico, si attuano inevitabilmente delle strategie dal punto di vista posturale per non avvertire questa sensazione. Nel lungo termine, questi atteggiamenti possono ridurre i gradi del movimento di un’articolazione, perché si tende a muoverla poco, possono ridurre la forza di un muscolo, perché si usa meno, e aumenta la paura di provare di nuovo dolore.

Il ruolo dell’osteopata e il ruolo attivo del paziente

L’osteopatia è sempre stata un valido strumento per lenire il dolore, ma non è il suo unico obiettivo.

Come abbiamo visto, il dolore spesso non è solo un processo di nocicezione, ma un fenomeno che integra altri aspetti della persona. Perciò, l’osteopata si occupa prima di tutto di ripristinare il corretto funzionamento delle strutture corporee, in modo da eliminare gli impulsi nocicettivi derivanti proprio dal malfunzionamento e mal posizionamento delle stesse. Il paziente percepirà subito un notevole miglioramento, ma per completare l’opera potrebbe dover apportare delle modifiche alle sue abitudini, stile di vita, educazione al dolore. Alcuni esempi sono: fare un’adeguata attività fisica, eliminare posture viziate, affrontare pensieri catastrofici legati al dolore.