Osteopata, Veronica Mottaran

 D.SSA Veronica Mottaran, OSTEOPATA

D.ssa Veronica Mottaran osteopata Studio Diapason Pavia APS

Telefono 349 292 7186 osteopata.mottaran@gmail.com

L’osteopata Veronica Mottaran è una professionista sanitaria con un peculiare approccio per la valutazione e il trattamento delle persone. Infatti, l’obiettivo dell’osteopata Veronica Mottaran è di far emergere il miglior stato di salute possibile nel paziente, piuttosto che curare le singole patologie. Si applicherà nel ricercare sempre la causa di un disturbo, invece di analizzare solo i sintomi.

Cosa fa l’osteopata Veronica Mottaran in studio

Durante la visita osteopatica, effettuo prima di tutto un colloquio con il paziente, per approfondire il sintomo e per escludere la presenza di condizioni cliniche.

Successivamente procederò con l’osservazione del paziente, con test di mobilità sulle varie parti del corpo e con la palpazione dei tessuti.

Infine, elaborerò il ragionamento finale, risultato dell’integrazione tra le informazioni anamnestiche, cliniche e osteopatiche.

A questo punto inizierò il trattamento, che comprende tecniche esclusivamente manuali e manipolative sul sistema muscolo-scheletrico, fasciale, viscerale, cranio-sacrale.

Le tecniche vengono effettuate nelle aree che hanno perso la loro mobilità fisiologica e sono tutte assolutamente indolori.

Per questi motivi il trattamento proposto è adatta a tutte le fasce d’età.


La mia Formazione in sintesi

Ho frequentato l’istituto di osteopatia TCIO di Milano
(5 anni di formazione universitaria).

Grazie al superamento dell’esame D.O. (diploma in osteopatia), sono Osteopata. Sono regolarmente iscritta al DOmRoi (Registro Osteopati d’Italia).

Ho frequentato un corso di Leukotaping Method.

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 Osteropata Veronica Mottaran

Quando rivolgersi all’osteopata

L’osteopatia offre un valido aiuto in caso di problematiche che riguardano:

sistema muscolo-scheletrico:


– dolori articolari (cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, dolore a spalle, ginocchia, ecc.) con varie cause

– dolori post-traumatici (traumi sportivi, lussazioni, colpi di frusta, ecc.)

– tendiniti, contratture muscolari, strappi muscolari

sistema digestivo:

reflusso gastro-esofageo, ernia iatale, difficoltà digestive, stipsi

sistema genito-urinario:

dismenorrea, cistiti ricorrenti, dolori legati alla gravidanza e post-partum

sistema otorinolaringoiatrico:

riniti e sinusiti ricorrenti, vertigini, problemi di fonazione e deglutizione

sistema neurologico e neurovegetativo: disturbi del sonno, cefalee, nevralgie

sistema circolatorio:

congestioni venose o linfatiche

oltre a:

cicatrici e aderenze post-chirurgiche, asma, disordini dell’articolazione temporo-mandibolare ecc.

GLI APPROCCI E LE TECNICHE

L’approccio strutturale

Le manipolazioni strutturali consistono nell’applicare forze meccaniche dinamiche ad uno specifico segmento articolare. Esistono quelle a bassa ampiezza e alta velocità di esecuzione (HVLA), in cui l’operatore prende contatto con i tessuti che ricoprono i capi articolari in disfunzione, poi controlla con le sue mani la velocità, la forza e la direzione dell’impulso.

Le tecniche articolatorie sono caratterizzate da una moderata velocità e da un’ampiezza maggiore di esecuzione. I capi ossei sono portati fino alla loro barriera di movimento, che viene gradualmente spostata dalle mobilizzazioni dell’operatore.

Le tecniche ad energia muscolare (TEM), invece, prevedono che l’osteopata porti l’articolazione alla sua barriera di movimento e il paziente contragga un gruppo muscolare contro la resistenza dell’operatore. Successivamente si guadagna qualche grado nel range di movimento.

Questo approccio corregge le alterazioni biomeccaniche tra due segmenti ossei, permettendo ai menischi e ai dischi intervertebrali bloccati tra essi di tornare a muoversi correttamente, e permettendo ai legamenti di ritrovare la loro tensione fisiologica. Così facendo, si elimina un’organizzazione che richiede un elevato dispendio energetico al sistema, permettendogli di raggiungere un nuovo stato di equilibrio.

L’approccio fasciale

La fascia è un sottile strato di tessuto connettivo che avvolge e unisce tutte le parti del corpo. Fanno parte di questa categoria di tessuto la fascia subcutanea, le fasce aponeurotiche, la dura madre, le guaine peri-vascolari e peri-nervose. Le restrizioni fasciali, che si evidenziano in relazione a disfunzioni somatiche, o dopo macro e micro traumi, alterano la tensione di questo tessuto connettivo limitando la funzionalità dei muscoli, delle articolazioni e degli elementi nervosi e vascolari che li avvolgono, modificando la loro funzione d’informazione e nutrimento.

Esistono due tipi di tecniche fasciali, quelle dirette e quelle indirette.

Le dirette prevedono l’applicazione di una pressione con i polpastrelli sulla zona di restrizione o lo stiramento della fascia. Un esempio di tecnica indiretta, invece, è il rilasciamento mio-fasciale, che si esegue con una palpazione continua per accogliere i feedback del tessuto finché questo non ritrova la sua tensione fisiologica.

L’approccio cranio-sacrale

Il sistema cranio-sacrale è composto dalle ossa craniche, le vertebre e il sacro, dalle meningi, che s’inseriscono sulle ossa, dal fluido cerebrospinale (o liquido cefalorachidiano) e dalle cellule gliali.

Questo sistema ha il compito di avvolgere, proteggere e nutrire l’encefalo e il midollo spinale.

Le tecniche sono svariate e sono atte a migliorare il Meccanismo di Respirazione Primaria, che caratterizza la mobilità degli elementi di questo sistema.

L’approccio viscerale

Disfunzioni viscerali possono mantenere attivo il riflesso viscero-somatico: le fibre nervose viscero-sensitive entrano nel corno laterale del midollo spinale, come quelle somato-sensitive. In quel dato metamero del midollo possono fare sinapsi con un nervo simpatico e/o con un nervo motore, scambiando impulsi eccitatori o inibitori. L’approccio viscerale ha lo scopo di ripristinare la mobilità e la funzione degli organi cosicché essi inviino meno impulsi eccitatori al segmento midollare di competenza. “Di riflesso” gli impulsi che tornano ai visceri stessi e al soma saranno minori.

Esistono tecniche su aree e sistemi che migliorano le dinamiche viscerali, come le tecniche sul diaframma, sul pavimento pelvico, il drenaggio linfatico. Altre tecniche si concentrano sui connettivi che fissano i visceri alla parete toracica e addominale, o che collegano due o più organi; alcuni sono attraversati da vasi e nervi, perciò devono mantenere una certa elasticità.

Il trattamento osteopatico non è doloroso ed è indicato per tutte le età.

Il 31 gennaio 2018 l’osteopatia viene individuata in Italia come professione sanitaria autonoma (Legge 3/2018).