Pensiero controfattuale “e se…?”

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LE TRAPPOLE DEL PENSIERO CONTROFATTUALE

 

Quante volte ci siamo fermati a pensare:

“E se avessi scelto così invece di…”;

“Cosa sarebbe accaduto se quella volta avessi agito in quest’altro modo?”;

“Come sarebbe cambiata la mia vita se…”.

Quando per la prima volta mi sono fermata a riflettere sul processo del pensiero controfattuale si può dire che ho avuto un’illuminazione. Tutte le volte che ci troviamo davanti ad un bivio e scegliamo una strada piuttosto che un’altra rinunciamo a qualcosa a favore di qualcosa d’altro. Si può dire che apriamo una porta e ne chiudiamo altre. Continuare a pensare a “quello che sarebbe stato se…”, non ci permette di progredire, ci porta ad uno stallo.

 

Cos’è il pensiero controfattuale? 

Controfattuale significa contrario ai fatti.

Il pensiero controfattuale è quel processo che ci porta ad immaginare, a costruire, scenari alternativi che avrebbero potuto verificarsi se avessimo agito diversamente, ma che non si sono realizzati. In questo modo ricostruiamo il nostro futuro in un modo “altro”, che non è stato.

Quando ciò accade?
pensiero controfattuale
Principalmente quando pensiamo che avendo scelto diversamente gli esiti della nostra vita avrebbero potuto essere migliori rispetto al nostro presente attuale. Per certi versi questo pensiero si associa ad un rammarico, un dispiacere, per quello che avremmo potuto ottenere di diverso. Ma non solo.
A volte ci viene in aiuto quando, di fronte ad eventi negativi pensiamo a come avrebbero potuto andare peggio se le condizioni fossero state differenti (“Se non avessi allacciato la cintura di sicurezza, allora…”).

Questo tipo di pensiero, oltre ad influenzare a posteriori  il nostro modo di pensare alle scelte fatte, ci influenza già al momento di compiere una decisione. Ci troviamo spesso ad immaginare gli scenari futuri, conseguenti alle diverse alternative possibili. Questo meccanismo cognitivo ha sicuramente dei vantaggi, ma quando esplorare le opzioni che non sono state diventa un pensiero ricorrente, si accompagna non di rado a frustrazione, rabbia e ansia che diventano compagni stabili del nostro presente, impossibilitandoci nel processo di accettazione di ciò che è;  bloccandoci nel pensare a ciò che sarebbe stato.

Inevitabilmente, fermandoci a pensare al nostro passato, attraverso il pensiero controfattuale, creiamo scenari “futuri possibili” migliori di quello che abbiamo vissuto partendo dalla decisione presa. Questo meccanismo, però, può esserci utile anche per pianificare meglio il nostro modo di scegliere, aumenta la nostra esperienza. Di fronte ad un avvenuto “fallimento”, ad esempio, possiamo progettare un modo migliore di affrontare una situazione simile, sulla base di quanto è capitato (“Se avessi studiato di più avrei passato l’esame”). Oppure può permetterci di vedere lati positivi anche in un evento che, ad un primo esame, sembra negativo (“Se non avessi cambiato lavoro non avrei conosciuto…).

Concentrarsi sul presente

Se utilizziamo in modo errato questo pensiero, focalizzandoci solo su ciò che avrebbe potuto essere se…, potremmo finire con il convincerci che le scelte che abbiamo fatto hanno condizionato il nostro presente e potenzialmente anche il nostro futuro. Facilmente quello che è stato, è stato determinato dalle decisioni che abbiamo preso, ma nessuna scelta è definitiva e abbiamo la possibilità di cambiare il corso della nostra vita, o almeno possiamo provarci. Può capitare ad esempio di “innamorarsi troppo” di un futuro controfattuale (magari quello che desidereremmo tanto per noi nel presente) non considerando anche altri futuri possibili che avrebbero comunque potuto venirsi a determinare partendo dalla stessa decisione. Indugiare troppo nella creazione di mondi alternativi può provocare dolore, ansia, rabbia e frustrazione; una sensazione di impotenza.

La trappola del pensiero controfattuale è proprio quella di farci immaginare ipotetici scenari, che non potranno mai essere verificati. Diffondono nelle persone “virus mentali” che distruggono psicologicamente. Quando il dolore è forte, rivivere un momento e creare un nuovo finale può portare sollievo, ma una volta tornati alla realtà quanto questo ci fa stare meglio?

Ciò che è passato è ormai passato, nel bene e nel male.

Portiamo con noi il nostro bagaglio di emozioni ed esperienze
ed utilizziamo le nostre energie per affacciarci al futuro,
aprendo la mente a nuove e molteplici possibilità.

Attenzione alla persona