Riscoprirsi fragili davanti al Coronavirus

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In questo momento così difficile dove ci sentiamo tutti coinvolti nell’emergenza provocata dal COVID-19, stiamo lottando con quelle che sono le nostre paure legate non solo ai rischi di contagio che stiamo vivendo noi e chi ci sta accanto, ma anche con quella stessa paura inconsapevole che da tempo abbiamo cercato di nascondere agli altri e a noi stessi: la nostra fragilità.

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Riscoprirsi fragili davanti al Coronavirus. Dico riscopriamo perché la fragilità non nasce all’improvviso e solo dinanzi alle difficoltà, ma è qualcosa di intrinseco dell’essere umano, è ciò che ci rende emotivamente umani. Cerchiamo ogni giorno di combattere con questa fragilità, oscurandola, nascondendola dietro a comportamenti di sicurezza, forza e determinazione. Il mondo moderno che viviamo ci impone in qualche modo di avere il controllo su tutto ciò che ci accade, anche sulle nostre emozioni. Riscoprirsi fragili davanti al Coronavirus non è sempre ben visto, perché da un messaggio di debolezza, impotenza e questo va a nostro discapito.

Perdere il controllo sul proprio sentire

Ora tutto è diverso perché più nessuno ha il controllo, c’è un nemico infimo che si insinua nel corpo di ognuno e agisce con modalità differenti. Questo significa riscoprirsi fragili davanti al coronavirus. Con alcuni non si manifesta, resta silente e lo usa come un semplice trasportatore, con altri invece si manifesterà in modo blando quasi come un’influenza, mentre con altri sarà un tiranno spietato che li porterà alla morte. È difficile prevedere come si comporterà con ognuno, ed è ciò che più fa paura.

L’imprevedibilità degli eventi ci fa paura perché va aldilà del nostro controllo, perché per la prima volta ci viene sbattuto in faccia che non siamo invincibili, ma che anche noi abbiamo il nostro tallone di Achille. Questo virus è contagioso non solo fisiologicamente, ma anche emotivamente, e agisce anche sulla distanza di sicurezza che ci è data sostenere.

La minaccia al proprio equilibrio interiore

Per la prima volta della nostra vita, soprattutto per i più giovani, ci viene chiesto di fermarci, di stare chiusi in casa, di allontanarci dai nostri cari lontani, per noi e per loro. Ogni singolo individuo con la propria storia, i propri vissuti, le proprie emozioni, vi racconterà di come questa enorme pandemia gli/le stia mostrando la propria duplice fragilità, non soltanto quella di un corpo fragile, indipendentemente dall’età, dalla presenza o meno di patologie pregresse, ma anche quella di un animo che si riscopre fragile difronte all’impossibilità di fermare tutto ciò e dalla paura di non riuscire a sostenerlo.

Shakespeare scrisse che siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni. Beh i sogni sono proprio lo specchio, il teatro (o come vogliamo definirlo) di quelle che sono le nostre paure e desideri più inconsci. Siamo tutti un po’ fragili. Nasciamo con un bagaglio emotivo tale, in cui anche la paura, la fragilità sono dentro e in questo momento la vita di ognuno di noi si sta soffermando a pensare proprio a questa nostra emotività, siamo fermi a dover fare i conti con ciò che ci accade intorno, ma anche dentro di noi, e questo sicuramente un po’ spaventa, disarma e disorienta.

Fermati un momento e ascolta te stesso

Quelle certezze che avevamo sono in bilico. Tutto questo porta a riscoprirsi fragili davanti al Coronavirus.

C’è chi si ribella difronte a ciò che ci viene imposto di fare e di non fare, indifferenti dei rischi a scapito proprio e degli altri, perché è impossibile pensare di poter compiere anche la più piccola delle rinunce, perché si è convinti che niente e nessuno possa fermarci, perché si sente il bisogno di fuggire da quelle quattro mura delle proprie case che ci sembrano sempre più delle gabbie. Ma quelle quattro mura sono le stesse che molte volte abbiamo invece cercato assiduamente per rintanarci dal caos del mondo esterno, da quella quotidianità e /o monotonia che iniziava a soffocarci.

È importante fermarsi, perché questo virus pare avere proprio questo come scopo, più cerchiamo di minimizzarlo e sminuirlo più esso si impegnerà duramente a  mostrarci che siamo esseri umani fragili nel corpo e nella nostra emotività. Il coraggio di ognuno sarà di chi avrà modo di salvare delle vite, in primis salvando se stessi, mettendosi al sicuro, abbracciando le proprie emozioni così come le proprie fragilità, avendo cura solamente del “Quì ed Ora”.

Siate gentili con gli altri, ma soprattutto con voi stessi e abbiate coraggio.