“Tra poco sarà Natale”…

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Psicologa e Mediatrice familiare


PSICOLOGIA DELL’INFANZIA
Mi occupo di Psicologia dell’Infanzia e dell’Età evolutiva.
Il mio intervento si pone l’obiettivo di promuovere effettivamente il benessere psicologico del bambino. L’intervento intende perciò potenziare le abilità più fragili, sostenendo da un lato il bambino nel suo percorso di crescita e dall’altro i genitori nel loro ruolo educativo.

Natale: bambini e genitori alle prese con il COVID-19

Eccoci con il Natale alle porte, ma con un prossimo DPCM, restrittivo, che si avvicina con nuove e pesanti, a fronte delle feste che si avvicinano, restrizioni.  Cosa significa tutto questo per i bambini? “Mamma, Papà, ma non è che con questo Coronavirus Babbo Natale quest’anno non viene?” Si comprende bene la preoccupazione di genitori e parenti di non poter fare il regalo desiderato, di non poter stare tutti insieme in famiglia come è sempre stato, scartare i regali in un clima di festa e allegria generale, con l’eccitazione per la scoperta del dono tanto atteso.

Non sappiamo ancora come sarà questo Natale, ma dobbiamo prepararci e preparare i nostri bambini a qualcosa di diverso, che non deve per forza essere peggiore. Un altro modo di vivere questo giorno, magari fisicamente lontani. È il momento di escogitare un altro piano, trovare modi alternativi per sentirsi comunque vicini.

La pandemia ha messo a dura prova tutti, grandi e piccini.

Genitori a casa in smartworking, o addirittura a casa e basta, con la preoccupazione economica che questa situazione porta con sé. Cercare di mantenere, nonostante le continue richieste a cui sono esposti, una sorta di strana quotidianità e di relazione con gli altri, soprattutto perché genitori, figli a loro volta di categorie e rischio. Indubbiamente essere costretti a fare i conti con diversi fattori di stress ed ansia da non dover o poter trasmettere ai più piccoli.

Appunto, e i nostri bambini? Da loro abbiamo imparato tanto in questo periodo di fragilità e criticità. Abbiamo imparato che difficilmente si lamentano, che pur di stare insieme accettano le distanze, le mascherine e tutto il resto. Che hanno imparato a sorridere con gli occhi, a capirsi anche senza troppe parole.

Si sono adattati alla DAD e hanno aspettato con fiducia il momento per tornare a stare insieme. Hanno scoperto e ci hanno insegnato “altre vicinanze”. Hanno rinunciato alle feste di compleanno con amici e parenti, ai festeggiamenti per le comunioni e le cresime, hanno fatto “dolcetto o scherzetto” bussando alle porte delle stanze di casa. Con genitori che hanno fatto di tutto per “alleggerire” questa mancanza dell’altro.

Ci vuole pazienza ad essere bambini in questo anno di Pandemia, in cui quello che viene loro chiesto è di stare lontano dagli altri, quando quello che vorrebbero loro è probabilmente circondarsi di amici e giocare all’infinito.  Scambiarsi le figurine, far vedere la bambola preferita, regalare un disegno al migliore amico, “ma c’è il Coronavirus e non si può”.

Ci vuole pazienza anche ad essere genitori. È il momento di fare un grandissimo sforzo: dire quei NO che tanta fatica ci costano. Non possiamo invitare le amiche per il pigiama party, andare a pranzo dai nonni e la cosa più difficile è che nemmeno sappiamo per quanto tempo. Forse presto, chissà, con i vaccini si apre una speranza verso una “ritrovata normalità”. Quanti sensi di colpa a dire questi NO.

Ci troveremo a volte a fronteggiare bambini tristi, arrabbiati, scocciati e delusi. Non c’è una formula magica per far sì che questo non accada. Accogliamo i loro pianti e le loro frustrazioni, parliamo loro, di nuovo, con calma e dolcezza di quello che sta succedendo, facciamo in modo che vedano i nostri sforzi per vivere nel modo migliore questo “tempo sospeso”. Sicuramente, da parte loro, passata la crisi, apprezzeranno i nostri tentativi.

E tra poco sarà Natale:

Il Natale è la festa dei bambini, speriamo possa essere un momento per ritrovarsi in famiglia, anche se ristretta, per chiudere questo anno e sperare insieme che il prossimo sia un dono prezioso, in cui potersi riprendere a mani basse tutti gli abbracci e i baci di cui questo 2020 ci ha privato.

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