Psicomotricità

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“È nel giocare e soltanto mentre gioca che l’individuo, bambino o adulto, è in grado di essere creativo e di fare uso dell’intera personalità, ed è solo nell’essere creativo che l’individuo scopre il Sé.” (D. W. Winnicott)
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Il passaggio all’età avanzata rappresenta per tutti (e in particolare per le persone con fragilità) una fase di trasformazione molto impegnativa. Spesso percepita e vissuta come “perdita” di funzioni e relazioni. Il più delle volte, non come adattamento e rinnovamento verso un sé. L’avanzare dell’età esprime nuove esigenze e la persona ha bisogno di nuove modalità per mantenere uno stile di vita pieno ed il più possibile autonomo.
Nell’ottica e nella finalità di promuovere un invecchiamento attivo e salutare, la Psicomotricità della terza età si colloca tra gli “ interventi di supporto non farmacologico “.
L’apporto della Psicomotricità della terza età (disciplina a mediazione corporea) è importante per:
- l’accettazione delle trasformazioni del sé corporeo,
- l’elaborazione dei nuovi vissuti,
- il sostegno del tono dell’umore a partire da un sé consapevole,
- il mantenimento della riserva funzionale e della riserva cognitiva della persona.
In una visione integrata del mantenimento del benessere e dell’autonomia personale, la Psicomotricità della terza età è ideale per tutte le persone di età superiore ai 65 anni che intendono intraprendere un percorso di prevenzione e mantenimento del proprio stile di vita attivo, in pienezza e consapevolezza.
Inoltre rappresenta un prezioso percorso complementare ad altri interventi (sanitari, di supporto medico e/o psicologico) per tutte quelle persone che arrivano all’età avanzata con fragilità pregresse, oppure che in età avanzata ne sviluppano.
Si ricorda che l’ O.M.S. definisce l’ invecchiamento attivo e salutare non come l’assenza di patologia, ma come mantenimento di un benessere globale. Si punta, infatti, su un’autonomia personale che permetta alla persona di essere il più possibile indipendente dall’aiuto di altre persone. Se possibile, di mantenere il proprio domicilio e/o continuare a vivere in famiglia (prevenzione dell’ istituzionalizzazione, laddove possibile).
La Psicomotricità della terza età promuove e supporta:
- la consapevolezza corporea attraverso il movimento e l’espressione corporea ;
- l’elaborazione della trasformazione personale attraverso il mantenimento dell’ identità personale e del sé efficace, valorizzando i punti di forza ;
- il mantenimento delle funzioni cognitive (riserva cognitiva) e mnestiche attraverso specifiche modalità e attività sempre altamente personalizzate.
- il potenziamento delle abilità metacognitive e strategiche tramite l’applicazione di strumenti quali il training cognitivo a circuito e altre modalità mirate (MCI).
- la sfera emotivo-affettiva e relazionale : mantenere relazioni personali ed affettive efficaci contrasta l’isolamento sociale della persona anziana e previene lo sviluppo di forme depressive che per la persona anziana rappresentano un grande rischio evolutivo (con e senza patologie concomitanti).
Il supporto psicomotorio per la persona anziana può essere sia individuale che in piccolo gruppo, a seconda delle esigenze specifiche della persona e sempre in modo personalizzato. Si favorirà il dialogo costante con la famiglia e/o il caregiver. Supportando anche questi ultimi, consci del fatto che risulta fondamentale il passaggio delle strategie ad altri ambienti e contesti. Risulta, dunque, importante, anche per i caregivers, che ogni supporto e adattamento possa essere facilmente generalizzato e portato negli ambienti, contesti e situazioni in cui la persona vive e si muove.
