Mediazione familiare

SOSTEGNO FAMILIARE

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Psicologa e Mediatrice familiare

Attenzione alla persona

IL PERCORSO DI MEDIAZIONE FAMILIARE:

  • MEDIABILITA’,
  • NEGOZIAZIONE,
  • CONCLUSIONE

Il percorso di mediazione familiare è finalizzato al raggiungimento di accordi da parte della coppia che si vuole separare al di fuori dell’ambito giudiziario. È un intervento che si propone di salvaguardare la responsabilità genitoriale individuale (al fine di ottenere la bi-genitorialità) nei confronti dei figli. Si rivolge alla coppia coniugata o convivente, in fase di separazione o già separata, può rivolgersi alle coppie di fatto, ma anche alle famiglie ricostituite, quando siamo in presenza di figli. Il percorso prevede da un minimo di 1 ad un massimo di 10/12 incontri di un’ora/un’ora e mezza ciascuno e si compone di tre parti:

  • Valutazione della mediabilità:

durante questa prima fase (da 1 a 3 colloqui) il mediatore deve valutare se la coppia che ha di fronte è mediabile o meno. Si valuta la motivazione della coppia a prendere parte al percorso e a collaborare per trovare accordi insieme, si indaga se la decisione di separarsi è condivisa ed irreversibile, ci si informa sull’inviante e sulle aspettative, si forniscono informazioni e si comprende se si sono già rivolti ad altri professionisti (ad es. avvocati). Si raccolgono i primi dati sulla storia della famiglia (ad es: età dei genitori, numero dei figli ed età, quando e se si è interrotta la convivenza, ecc…). Requisiti affinché una coppia sia definita mediabile sono: che entrambi i genitori abbiano accettato la separazione e che il genitore che “subisce” la separazione non sia troppo sofferente, che ci sia un’attenzione di entrambi al benessere dei figli.

Durante il primo incontro è importante far capire alle persone che la mediazione non ha come obiettivo quello di portare ad una riconciliazione della coppia, ma che partendo dalla decisione condivisa di separarsi si lavorerà per trovare una riorganizzazione familiare che sia la migliore possibile per tutti i suoi membri.

Dopo aver valutato che la coppia che si ha di fronte è mediabile, si stabilisce che gli incontri avranno luogo approssimativamente ogni 15 giorni e avranno come tema gli argomenti stabiliti dai genitori.

  • Negoziazione della mediazione familiare:

ha una durata variabile (3-10 colloqui) in base ai temi che la coppia genitoriale ha deciso di trattare in mediazione e che daranno poi vita agli accordi su come riorganizzare la vita della famiglia dopo la separazione. Mamma e papà stabiliscono gli argomenti da trattare durante gli incontri. Ad ogni tema verranno dedicati uno o più incontri, a seconda delle esigenze, al fine di raggiungere un accordo condiviso. Dopo aver stabilito quali argomenti trattare durante la fase di negoziazione si procede a classificarli per ordine di importanza (quale si tratterà per primo, ecc…). Una mediazione riuscita è quella che permette alle persone, anche al termine del percorso e in funzione dell’evoluzione dei singoli componenti della famiglia, di sapere come giungere ad una conclusione che vada bene a tutti nel rispetto delle differenze individuali.

In questo senso, per citare Gregory Bateson, lo scopo del percorso di mediazione è che i genitori “apprendano ad apprendere”[1] e siano in grado, una volta terminati gli incontri di proseguire autonomamente a gestire eventuali conflitti e disaccordi ai quali potrebbero trovarsi di fronte, avendo a loro disposizione gli strumenti sperimentati.

  • Conclusione della mediazione familiare:

durante i colloqui conclusivi (1 o 2) si leggono insieme gli accordi che hanno avuto origine nel percorso di mediazione; accordi che saranno firmati da entrambi i genitori e che verranno poi portati ad un avvocato per la stesura definitiva e quindi depositati presso il Tribunale di competenza.

Per quanto riguarda i temi affrontati in Mediazione quelli che compaiono più frequentemente sono:

  • L’affidamento condiviso[2] dei figli;
  • L’alternanza dei tempi di frequentazione e modalità di relazione tra genitori e figli (il tempo della mamma e quello del papà, le vacanze, i compleanni, il tempo straordinario, le malattie, ecc…); la frequentazione delle famiglie di origine ed eventuali nuovi partner;
  • Le scelte educative;
  • La comunicazione della separazione ai figli, alle famiglie d’origine, agli insegnanti;
  • I temi economici.

I temi da trattare durante gli incontri vengono decisi in accordo tra i membri della coppia genitoriale, così come anche l’ordine in cui verranno trattati.

NOTE SULLA MEDIAZIONE FAMILIARE:

Gregory Bateson parla, nel suo libro Verso un’ecologia della mente, di deutero-apprendimento, o apprendimento 2. Questo tipo di apprendimenti vengono “classificati come cambiamenti nel modo in cui il flusso di azione ed esperienza è segmentato o suddiviso in contesti”. Il soggetto “impara ad imparare”, fa esperienza e modifica le risposte in relazione al contesto. 

Legge 8 febbraio 2006, n.54: “”Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli”.                      
<<Art.    155. – (Provvedimenti riguardo ai figli). Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale. Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, il giudice che pronuncia la separazione personale dei coniugi adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli. Prende atto, se non contrari all’interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori. Adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole. La potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione e alla salute sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice>>.