Bambino arrabbiato: come aiutarlo

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Nell’educazione emotiva il passo più difficile per aiutarlo a verbalizzare il suo stato emotivo e dare un nome a ciascuna emozione. Per poi aiutarlo a trovare delle strategie per gestire le emozioni quando si attivano. Guidarlo nel saper controllare il suo impeto.

Anche in questo caso non esistono soluzioni preconfezionate valide sempre e per tutti.

La maggior parte dei genitori che si rivolge a me per avere indicazioni su come aiutare i bimbi a gestire le emozioni portano come problematicità la rabbia e la frustrazione …

I consigli, in linea generale, che mi trovo a dare sono sicuramente quello di non entrare mai nel copione del bambino “tu sei il mio nemico”.

Far capire al bambino che siamo interessati “attivamente”, ma non preoccupati, al suo stato emotivo. Siamo noi adulti a passare le modalità di accettazione e reazione emotiva. Il bambino arrabbiato ha la necessità di sentirsi capito quando è in difficoltà. Vogliamo sicuramente aiutarlo a stare meglio, senza togliergli il tempo e lo spazio che gli competono. Una strategia che molte volte si è rivelata utile di fronte alla rabbia è stata quella dell’individuazione di un “angolo della rabbia”.

Permettiamo al bambino arrabbiato di scegliere un angolo della casa dove possa sfogarsi. Spiegandogli che lì può urlare e buttare fuori tutta la sua rabbia.

Esprimere anche questa emozione non è un male, anzi, a volte, è necessario.

Chiaramente, sarà un momento del bambino che “da lontano” seguiremo per evitare che possa farsi male.

Per poi tornare a parlare con noi e con calma riprendere l’accaduto. È inutile cercare di spiegare e far ragionare il bambino arrabbiato nel pieno dell’impeto emotivo, è già difficile, a volte, anche per noi adulti. Ecco perché può rivelarsi utile una sorta di spazio di decantazione dove può imparare a calmarsi e capire che può essere padrone delle proprie emozioni

Le altre emozioni primarie con cui il bambino si trova fin da piccolo a fare i conti e che quindi è utile che l’adulto sia in grado di aiutarlo a gestire sono: la tristezza, il disgusto, la paura, la felicità, la sorpresa.

Per ogni bambino, ogni situazione e contesto famigliare, possono essere pensate strategie di gestione differenti, la cosa importante è l’empatia che si dimostra, la comprensione e l’ascolto. Senza sottovalutare l’importanza e la valenza che lo stato emotivo ha in quel momento per il bambino e invitandolo sempre ad esternare e condividere le sue emozioni senza creare tabù emotivi.